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    August 08

    Vanità di uno specchio rotto


    guardare sé stessi non è come giudicare sé stessi
    nessuna scusa o compromesso nel vostro insano gesto
    le scelte che fate sono indelebili
    i forti vincono
    i deboli perdono
    insensibile, cinico il giudizio
    il giorno è arrivato
    su due piedi
    con spalle tese si mostra
    con il dolorante peso sullo stomaco
    dichiara chiarezza e soddisfazione
    il male come la luce, il bene come la notte
    la perversione umana fece ciò
    ti ho amato e amato il mio nemico
    ti ho visto e mi sono visto
    feroce è il fragore dolente della via
    con il cuore in riga tra ira e invidia
    si alza l'ennesima struttura
    voi giudicate
    lui evolve
    chi mai ha avuto il diritto di cambiare il corso di una via
    chi mai ha avuto il diritto spezzare la via
    semplicità, inesperienza
    lusso per i pochi
    voi vittime di chi ha trasformato sé stesso
    maschere circolano fra la nostra maschera, da ciò non si può pretendere sincerità 
    August 07

    Il corvaccio

                     IL corvaccio
    la cornacchia si avvicinò al corvaccio solitario
    "ma che bel piumaggio!"
    logorato da tale screzio
    "lo so", rispose il corvaccio
    sfiorando il suo volto nel ribrezzo più totale
    la cornacchia gli disse
    "sei meraviglioso!"
    di nuovo con pazienza e cattiva gentilezza
    "lo so", rispose il corvaccio
    "ed è bello sapere di essere meraviglioso!"
    la cornacchia esclamò
    "se in qualche modo hai avuto stima di me
    io me ne vergogno"
    il corvaccio gli disse
    "se in qualche modo sono stato nelle tue grazie
    io mi indigno
    mai e poi mai avrai l'uccello che è in me fra le tue mani
    troppi ne hai spennati
    mai avrai il mio cuore
    troppi ne hai illusi, infranti
    se fra le tue mani stringi ed infierisci
    sul cuore di chi crede di essere amato
    come credi di avere la stima di chi odia ciò"
    nel cammino di ogni vita si incontrano tante bianche candide colombe
    ma agli estremi bordi della via si incontrano appollaiate tante altre nere cornacchie
                                                                   Andrea Dezi 
    August 06

    Per chi bacia con i denti stretti

    un sorriso qua
    un sorriso la
    due occhi dolci mezzo alcolizzati
    che fanno credere che fanno ridere
    un uomo qua un uomo la
    poveri angeli quasi addomesticati
    ed ecco qua balla si schianta si spezza
    la regina degli angeli stuprati
    con le gambe con la bocca li divora
    e con le mani fra le mani impuramente si ignora
    e fra gli occhi della gente scende il delitto
    la sua vergogna sale
    inaspettatamente la noia si fa avanti
    e arriva la dolce consolazione
    nessun compromesso
    nessun comandamento
    nessun orgoglio
    la notte si ritira con il suo mistero
    ma rimangono le certezze
    piove in lei e pioverà solo con lei
    il sole deve fare il suo selettivo corso
    e giorno la confusione e la solitudine bussa alla porta
    dolcemente si accomoda
    chi mai avrà la fortuna di ascoltare quel sospiro
    chi mai avrà la coscienza di capire ed accettare?
    nel mio sorriso, una danza particolarmente brutta fra le tante  altre
                                                                            Andrea Dezi 

    Dissolvenza in amore

              
    ho visto nei tuoi occhi l'infinito
    ho visto ciò che tu hai visto in me
    la sincerità della gentilezza d'animo
    l'inesperienza, l'incertezza, ogni parola è stata vana
    sale l'indifferenza,
    scende ogni mia paura,
    invano tento di tornare nel sentiero ormai abbandonato e contaminato
    guardo con i miei occhi ciò che ho amato
    guardo con il sorriso sulle labbra chi di me se n'è fregato
    guardo il mio cuore che non mi ha mai abbandonato
    e dissolvendomi nella mia passione getto via l'orrore
    abbaglio più di prima e meglio di prima
    le scintille bruciano e mi aspettano
    nell'infinito del mio vero cammino
    l'umana incertezza ci rende forti ed arroganti
    la debolezza ormai se ne è andata dalla mia umile dimora
    l'angelo che è in me avra modo di addomesticare
    poiché fui addomesticato
    screditato
    sdegnato
    spezzato
    con occhi pieni di fortuna la mia vita sfuma
    evolvo in una dichiarazione di pace
    l'animo di chi non ha saputo essere fedele allo scheletro nell'armadio
    tu mi guardi con sicurezza illusoria
    giudicandomi e non affrontandomi
    ma in fondo con sicurezza credo di non essermi perso nulla
    tranne le mani lavate e profumate
    di chi ha ceduto alle proprie debolezze
    di chi non ha nessuno tranne sé stessa
    di chi critica e non sa guardarsi allo specchio
    di chi è sola e tale rimarrà
    di chi accresce solo la propria ignoranza
    di chi ha avuto paura di amare e di essere amata
    senza essere arrogante e presuntoso, mi sento bene e meraviglioso